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Vertenze di lavoro

SERVIZI COLLEGATI

Il lavoratore che non è stato retribuito correttamente può promuovere vertenza di lavoro entro il termine di 5 anni, che decorrono per le Aziende fino a 15 dip. dalla data di cessazione del rapporto di lavoro Mentre per le aziende da 16 dip.  dal giorno o mese di maturazione della retribuzione richiesta. Vi assistiamo non solo nella gestione del contenzioso con la possibilità di giungere a un verbale di conciliazione tra le parti, senza andare in giudizio, ma anche assistenza in giudizio, come consulente tecnico di parte, o per fornirti conteggi di lavoro. Ti affianchiamo anche nelle negoziazioni con le organizzazioni sindacali per l'accesso agli ammortizzatori sociali.

Alcuni esempi di controversie :

Retribuzione mensile differente rispetto alle ore realmente lavorate.

Trattamento fine rapporto, per mancato pagamento o pagamento parziale.

Mancato pagamento della retribuzione

Ferie e permessi non fruiti o fruiti in modo difforme al CCNL

Malattia, Inf., Maternità, fruizione difforme dalla leggeLavoro straordinario,  mancata  fruizione della maggiorazione.

Preavviso di licenziamento, se non ha ricevuto l'indennità sostitutiva.

Prove    

Prospetti paga e/o eventuale altra documentazione;

Libretto di lavoro;

Testimoni

Quando promuovere: 

Durante o al termine del rapporto di lavoro.

Lo studio:

Effettua i conteggi delle spettanze economiche;

Promuove, per il tramite di avvocati convenzionati, il tentativo di conciliazione e di transazione..

Soluzioni più rapide, più economiche e che riducono i rischi nelle vertenze del lavoro. I nostri consulenti del lavoro e i legali dello Studio hanno l'esperienza per darti tutto il supporto che meriti.

VERTENZE DI LAVORO E PREVENZIONE CONTENZIOSO

 

Consulenze tecniche di parte

consulenze-tecnicheLa consulenza tecnica di parte, brevemente detta CTP, è un tipo di consulenza che viene richiesta ad un tecnico, in seno ad un iter processuale.

Questo tipo di consulenza, dovrebbe essere sempre svolta da tecnici esperti, per il settore di interesse.

In effetti, si può parlare di una consulenza tecnica di parte, relativa agli ambiti più disparati ma, trattando noi del settore edile e similari, daremo per scontato che ci si riferisca a consulenze tecnico di ambito edile, rendendo però valido per più branche, quanto andremo ad enunciare.

L'art. 201, del codice di procedura civile, prevede che il giudice istruttore, con l'ordinanza di nomina del consulente, assegna alle parti un termine entro il quale possono nominare, con dichiarazione ricevuta dal cancelliere, un loro consulente tecnico.

Il consulente della parte, oltre ad assistere a norma dell'articolo 194 alle operazioni del consulente del giudice, partecipa all'udienza e alla camera di consiglio ogni volta che vi interviene il consulente del giudice, per chiarire e svolgere, con l'autorizzazione del presidente, le sue osservazioni sui risultati delle indagini tecniche.

Da qui si evince che, le operazioni peritali, presuppongano due figure tecniche, il consulente tecnico di parte, individuato da una parte in causa ed il consulente tecnico d'ufficio, incaricato dal giudice.

Va precisato, comunque, che a differenza del consulente tecnico d'ufficio, la nomina del consulente tecnico di parte non è obbligatoria, ma caldamente consigliata.

Infatti, è preferibile affidarsi ad un addetto ai lavori, in modo da poter valutare al meglio l'operato del C.T.U. e di tutta l'attività peritale, in genere.

La consulenza tecnica di parte, viene svolta da un professionista, esperto del settore e a sostegno di una determinata causa, in supporto della tesi formulata dalla parte in causa che gli ha spontaneamente conferito l'incarico.

La consulenza tecnica di parte, viene resa, con la finalità di contribuire a sostenere quanto dichiarato nella tesi dei propri assistiti, sempre e comunque in accordo con l'attività e le disposizioni, che il legale, titolare della causa, avrà precedentemente indicato.

La figura del consulente tecnico di parte, è una figura complessa, poiché, dovrà offrire supporto e informazioni, al consulente tecnico di ufficio, incaricato dal giudice a capo della causa.

Da qui si evince che le operazioni peritali, presuppongano due figure tecniche, il consulente tecnico di parte, individuato da una parte in causa ed il consulente tecnico di ufficio, un tecnico incaricato dal giudice.
Va precisato, comunque, che a differenza del consulente tecnico d'ufficio, la nomina del consulente tecnico di parte non è obbligatoria, ma caldamente consigliata.

Infatti, è preferibile affidarsi ad un addetto ai lavori, in modo da poter valutare al meglio l'operato del C.T.U. e di tutta l'attività peritale, in genere.

Tutte le volte in cui, una persona risulta implicata in una causa oppure, nei casi in cui sia lei parte attrice, intendendo cioè, intraprenderne una, è buona norma incaricare un tecnico di fiducia, in modo che sia più semplice affiancare le attività condotte dal C.T.U.

Conteggi

costo Lo studio Della Porta da oltre trent'anni con esperienza e  professionalità elabora conteggi di lavoro completi, affidabili e dettagliati da presentare nelle vertenze di lavoro (sia giudiziale che extragiudiziale). Ti seguiamo passo dopo passo nella predisposizione dei tuoi conteggi, valutando le tue singole richieste e la documentazione prodotta. di seguito un esempio dei servizi offerti :

anatocismo

calcolo lordizzazione percepito

conteggi vertenze lavoro

calcolo indennità sostitutiva

calcolo tfr

conteggi previdenziali

mansionario contrattuale

calcolo omissione contributiva

Calcolo pensioni

Accordi con le OO.SS. e consulenza ammortizzatori sociali

consulenze-tecniche

Gli ammortizzatori sociali sono delle misure a sostegno del reddito disposte a favore dei lavoratori che hanno perso la propria occupazione. Vediamo quali sono in vigore nel 2016 e tutte le novità normative introdotte dal Jobs Act e dalla Legge di Stabilità.

Ammortizzatori sociali 2016: NASPI

La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è una misura a sostegno del reddito rappresentata da una indennità mensile di disoccupazione che non ha una durata prestabilita poiché viene corrisposta per un numero di settimane pari alla metà rispetto a quelle per cui il lavoratore ha versato i contributi negli ultimi 4 anni.

E’ stata introdotta dalla Legge 183/2014 e con la circolare INPS n. 94 del 12/05/2015 ha sostituito l’ASPI e la mini-ASPI introdotte dalla Riforma Fornero (92/2012).

Naspi 2016: calcolo e durata, tutte le novità sul sussidio di disoccupazione

Ammortizzatori sociali 2016: ASDI

L’ASDI (Assegno di Disoccupazione) è una misura a sostegno del reddito introdotto con il Jobs Act come misura stabile per il periodo 2016-2019 a favore di quei lavoratori che hanno già usufruito della NASPI e non hanno ancora trovato una nuova occupazione.

Asdi 2016: a chi spetta, requisiti, importo e durata

Ammortizzatori sociali 2016: DIS-COLL

La DIS-COLL (Disoccupazione Collaboratori) è un’indennità di disoccupazione erogata a favore di quei lavoratori che hanno un rapporto di lavoro di collaborazione coordinata, introdotta con D.Lgs. n. 22/2015 e riconfermata fino al 2017.

DIS-COLL 2016: beneficiari, requisiti ed importi. La guida completa

Ammortizzatori sociali: CIG

La CIG (Cassa Integrazione Guadagni in deroga) sarà disposta, in base a quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2016, fino al 31 dicembre 2016, anche se rispetto agli anni scorsi sono previste due mensilità in meno (da 5 si passa a 3).

Cassa integrazione in deroga 2016: requisiti e domanda. Ecco la guida aggiornata

Ammortizzatori sociali 2016: Mobilità in deroga

La Mobilità in deroga è un ammortizzatore sociale che, oltre a erogare un reddito sostitutivo per il lavoratore che a causa di un licenziamento collettivo ha perso la propria occupazione, mira al reinserimento nel mondo del lavoro del lavoratore.

Scopo della Mobilità in deroga è finanziare l’attività formativa del lavoratore che dovrà partecipare ad iniziative formative organizzare dai Centri per l’Impiego finalizzate al suo ricollocamento nel contesto lavorativo.

Mobilità in deroga 2016, come funziona? Beneficiari, requisiti, durata. La guida

Ammortizzatori sociali 2016: Fondi di solidarietà bilaterale

I Fondi di solidarietà bilaterale sono depositi di denaro istituiti presso l’INPS e da utilizzare a favore dei lavoratori nel caso in cui sia necessario ridurre o sospendere l’attività lavorativa in base a quanto previsto dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria o straordinaria.L’istituzione del Fondo di solidarietà bilaterale è obbligatoria in tutti quei casi in cui siano presenti in azienda più di 5 dipendenti e non vi è copertura normativa in materia di integrazione salariale.Nei casi in cui non siano stati attivati i Fondi di solidarietà bilaterale in aziende con più di 15 dipendenti e per i quali non trovano applicazione nemmeno gli ammortizzatori sociali ordinari e straordinari, subentra il Fondo di integrazione salariale.

Verbale di conciliazione

conciliazioniVuoi percorrere una strada che ti porti a una soluzione della lite con il tuo dipendente? Vuoi farlo in tempi brevi e con costi contenuti?La strada della conciliazione stragiudiziale è quella che percorriamo per moltissimi clienti.  La competenza di trent'anni di esperienza unita alla passione per questa materia e la  cura fino ai minimi dettagli per tutelarti al massimo in qualsiasi tipologia di controversia fanno dello studio della porta una struttura d'eccellenza dove rivolgersi.  l'art 411 del codice di procedura civile indica la redazione del verbale di conciliazione, in particolare se la conciliazione esperita ai sensi dell'articolo 410 riesce, anche limitatamente ad una parte della domanda, viene redatto separato processo verbale sottoscritto dalle parti e dai componenti della commissione di conciliazione. Il giudice, su istanza della parte interessata, lo dichiara esecutivo con decreto.

Se non si raggiunge l'accordo tra le parti, la commissione di conciliazione deve formulare una proposta per la bonaria definizione della controversia. Se la proposta non è accettata, i termini di essa sono riassunti nel verbale con indicazione delle valutazioni espresse dalle parti. Delle risultanze della proposta formulata dalla commissione e non accettata senza adeguata motivazione il giudice tiene conto in sede di giudizio.

Ove il tentativo di conciliazione sia stato richiesto dalle parti, al ricorso depositato ai sensi dell'articolo 415 devono essere allegati i verbali e le memorie concernenti il tentativo di conciliazione non riuscito. Se il tentativo di conciliazione si è svolto in sede sindacale, ad esso non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 410. Il processo verbale di avvenuta conciliazione è depositato presso la Direzione provinciale del lavoro a cura di una delle parti o per il tramite di un'associazione sindacale. Il direttore, o un suo delegato, accertatane l'autenticità, provvede a depositarlo nella cancelleria del tribunale nella cui circoscrizione è stato redatto. Il giudice, su istanza della parte interessata, accertata la regolarità formale del verbale di conciliazione, lo dichiara esecutivo con decreto.