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Tutela e Diritti | Commento alla nuova Legge sul Cyberbullismo.

Il Parlamento ha approvato il 17 Maggio 2017 la legge sul "cyberbullismo" denominata “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo“.

Negli ultimi anni, il fenomeno virale e sociologico dell'ondata che ha informatizzato e reso social le nostre vite ha influito e non di poco anche nell'ambito dei comportamenti dei più giovani e studenti. La recente legge vuole porre un freno rispetto agli ultimi casi di cronaca che hanno visti vittime, in alcuni casi provocando il suicidio, numerosi adolescenti e studenti rispetto al fenomeno di offese ed insulti a mezzo web, soprattutto attraverso i social network che ne amplificano inevitabilmete la pubblicità. Questa legge, dunque, vuole frenare ed arginare con una normativa di settore più stringente ed adeguata le vessazioni compiute tramite strumento informatico, di solito da minori in danno di altri minori.
Nella legge si afferma che: per “cyberbullismo” si intende qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo».

Per quanto concerne la responsabilità connessa alla commissione delle succitate condotte si prevede che chiunque, anche un minore ultraquattordicenne, possa inoltrare al titolare del trattamento dei dati ossia il titolare del social network (es. facebook od altri) una richiesta di rimozione di contenuti specifici segnalando l’url di riferimento. Il responsabile ha 24 ore di tempo per notificare la presa in esame del caso e 48 ore per dare una risposta ed una soluzione. Questa legge ha sicuramente uno scopo spiccatamente preventivo e tende dunque a fungere da deterrente per evitare la commissione di queste tipologie di comportamenti di cui la principale vittima resta, nella maggior parte dei casi, un minore.
Nella legge, si esplicita che per rendere operativa l'azione, la costituzione di un tavolo tecnico interministeriale (soprattutto tra i due attori principali ossia MIUR e Ministero della Giustizia) per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo con il coinvolgimento in sinergia del Garante per la protezione dei dati personali, figura necessaria di ambito e prodromica per la proposizione delle risposte cocrete alle istanze di tutela a favore delle vittime del cyberbullismo. Nella legge si prevede altresì un "codice di coregolamentazione per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo“ che sia riferimento per tutti gli operatori, altresì vi è la previsione di uno stanziamento di fondi pari a 50.000 euro per campagne di sensibilizzazione contro il cyberbullismo in sinergia con gli istituti scolastici che sono poi i principali scenari dove nasce il fenomeno.
Dunque , all'interno degli istituti scolastici , verrà prevista una specifica figura che assumerà il ruolo di referente per questo tipo di problematiche e che a tal uopo verrà formato proprio per prevenire ed intervenire su questi fenomeni seguendo le linee generali predisposte dal Ministero dell'Istruzione.

Si discute , sotto il profilo giuridico, se questi comportamenti vadano a costituire un vero e proprio reato e su come debbano essere disciplinati, se seguendo appunto un iter processuale classico od un iter rieducativo del minore che commette questi atti in danno di altro minore. La questione è demandata, secondo legge, alla competenza del dirigente della scuola che qualora <>. Qualora poi vi siano profili di reato si coinvolgeranno le forze di polizia o l'autorità giudiziaria. In particolare è stata estesa al cyberbullismo la procedura di ammonimento prevista in materia di stalking (art. 612-bis c.p.), dunque fino a quando non è proposta querela o non è presentata denuncia è applicabile la procedura di ammonimento da parte del questore. A tal fine il questore convoca il minore che ha commesso una tipologia di condotta afferente al cyberbullismo, insieme ad almeno un genitore o ad altra persona esercente la responsabilità genitoriale; gli effetti dell'ammonimento cessano al compimento della maggiore età.Quindi una preferenza, almeno in prima battuta, degli strumenti rieducativi rispetto a repressione a carattere penale, investendo nella responsabilizzazione dei giovani ma anche una previsione di interventi più coattivi previsti dal legislatore qualora se ne renda necessario l'uso.

     

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