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Sostegno al reddito | La nuova disciplina del Fondo bilaterale del trasporto pubblico spiegata dall’Inps, disciplina e prestazioni

La nuova disciplina del Fondo bilaterale del trasporto pubblico spiegata dall'Inps,disciplina e prestazioni

di Giovanni Della Porta - 01/02/2020

I lavoratori destinatari degli interventi del Fondo sono quelli delle aziende di trasporto, sia pubbliche che private, con una media occupazionale, dal 1° gennaio 2016, superiore a cinque dipendenti. Le aziende interessate svolgono servizi di trasporto pubblico Auto-filo-ferrotranviari e di navigazione sulle acque interne e lagunari, con esclusione delle aziende già ricomprese alla data dell'8 luglio 2013 nel campo di applicazione di analoghi Fondi di settore già costituiti e di quelle esercenti servizi ferroviari di alta velocità. Le nuove norme sono entrate in vigore il 20 aprile 2019. La circolare INPS 13 novembre 2019, n. 134, illustra la nuova disciplina.

Le prestazioni

L’accesso alle prestazioni è in ogni caso preceduto dall’espletamento delle procedure previste dagli accordi collettivi nazionali e dalla vigente legislazione in materia di processi che comportano modifiche delle condizioni di lavoro o dei livelli occupazionali.

Il Fondo eroga:

a) gli assegni ordinari a favore dei lavoratori interessati da riduzioni dell'orario di lavoro o da sospensione temporanea dell'attività lavorativa;

b) specifiche prestazioni a favore di lavoratori, inseriti in piani di riconversione o di riqualificazione professionale, per l'effettuazione di programmi formativi;

c) le prestazioni integrative della assicurazione sociale per l'impiego (NASpI);

d) la erogazione di assegni straordinari per il sostegno al reddito a favore di lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi 60 mesi. Gli assegni straordinari non sono cumulabili con eventuali redditi da lavoro subordinato o autonomo e sono coperti, per la intera durata di erogazione, da contribuzione a carico del datore di lavoro.

Accesso alle prestazioni

Le domande di accesso alle prestazioni ordinarie sono presentate non prima di 30 giorni dall'inizio della sospensione o riduzione dell'attività e non oltre il termine di 15 giorni dall'inizio della sospensione o riduzione dell'attività lavorativa. La domanda deve essere inoltrata esclusivamente in via telematica alla Struttura INPS territorialmente competente in base all’unità produttiva. La sede rilascia, in esito positivo, conforme autorizzazione attraverso il cassetto bidirezionale. La circolare INPS 134/2019 precisa che l’esame delle domande avviene in ogni caso in base al seguente ordine di priorità: domande che riguardano le prestazioni di assegno ordinario e formazione; domande che riguardano le prestazioni integrative della Naspi, particolarmente quele sostenute da apposito accordo sindacale; domande per prestazioni straordinarie.

Assegno ordinario e contribuzione correlata

La prestazione è erogata a fronte di eventi temporanei, non imputabili al datore di lavoro ed ai lavoratori, ovvero di riorganizzazione aziendale, crisi aziendale o contratto di solidarietà (queste ultime due precedentemente non previste). L’importo corrisponde alla ordinaria prestazione d’integrazione salariale (80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, comprese tra le ore zero e il limite dell’orario contrattuale). I massimali per il corrente anno sono pari a € 993,21, per retribuzioni inferiori o uguali a € 2.148,74, e € 1.193,75, per retribuzioni superiori a € 2.148,74. I predetti importi sono al lordo della riduzione pari al 5,84% che, invece, non si applica all’assegno ordinario erogato dal Fondo. L’assegno ordinario è autorizzato con pagamento a conguaglio da parte del datore di lavoro.Il Fondo versa, alla gestione previdenziale di iscrizione del lavoratore, la cd. contribuzione previdenziale correlata per tutto il periodo di versamento dell’assegno ordinario. La contribuzione correlata si calcola secondo i criteri introdotti dall’articolo 40 della legge 183/2010, il quale ha modificato il meccanismo di calcolo della retribuzione per i periodi riconosciuti figurativamente a fini previdenziali, con riferimento all'anzianità contributiva maturata dal 1 gennaio 2005. In sostanza si prende a riferimento l'importo della normale retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore nel mese in cui si colloca l'evento, determinata dal datore di lavoro sulla base degli elementi retributivi ricorrenti e continuativi. La predetta contribuzione è utile per il conseguimento del diritto a pensione, ivi compresa quella anticipata, e si determina sulla base dell’aliquota di finanziamento della gestione pensionistica di iscrizione del lavoratore vigente pro tempore. Nel 2019 l’aliquota è pari al 33% per i lavoratori iscritti all’evidenza contabile separata del FPLD Autoferrotranvieri e CTPS, Cassa trattamenti pensionistici statali. Per le aziende esercenti pubblici servizi di trasporto a gestione governativa o regionale (codice di autorizzazione “3G”) l’aliquota per il personale assunto dal 1 gennaio 1996 ed iscrivibile al FPLD è pari a 32,65%. Tale ultima aliquota si applica altresì agli iscritti alle gestioni CPDEL (Cassa pensioni dipendenti enti locali), CPI (Cassa pensioni insegnanti), CPS (Cassa pensioni sanitari). In caso di fruizione dell’assegno ordinario, il datore di lavoro versa un contributo addizionale nella misura dell’1,5%, calcolato sulle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali perse dai lavoratori destinatari della prestazione.

Prestazione integrativa alla NASpI

La prestazione è erogata a seguito di cessazioni collettive o individuali del rapporto di lavoro per ragioni aziendali oppure per risoluzione consensuale a seguito della procedura prevista per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo. L’integrazione della NASpI, per l’intera durata di quest’ultima, è pari al massimale riconosciuto per i primi tre mesi maggiorato di euro 250 mensili. E’ possibile la erogazione in unica soluzione laddove analoga modalità di erogazione sia stata autorizzata dall'INPS per la NASpI. In caso di accesso alla prestazione integrativa il datore di lavoro è tenuto a versare, per l’intera durata di fruizione, un contributo integrativo mensile pari al 77% dell’integrazione alla NASpI. La prestazione integrativa costituisce reddito di lavoro dipendente in quanto sostitutivo della retribuzione ed è tassata come tale (eventualmente in via separata se relativa ad arretrati).

Assegni straordinari

Il Fondo eroga gli assegni straordinari per il sostegno al reddito nei confronti dei lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei 60 mesi successivi alla data di cessazione del rapporto di lavoro. La erogazione di tali assegni deve essere prevista da appositi accordi sindacali aziendali. Il finanziamento degli assegni straordinari è a totale carico del datore di lavoro. L’assegno straordinario non è cumulabile con i redditi da lavoro dipendente o autonomo (quindi viene ridotto corrispondentemente fino a concorrenza dei predetti redditi).

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