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Lavoro a Termine | Maggiorazione 0,5% per contratti a termine, riviste le istruzioni per il versamento

Maggiorazione 0,5% per contratti a termine, riviste le istruzioni per il versamento

L'Inps ha fornito una particolare modalità di esposizione in Uniemens della maggiorazione dello 0,5%, dovuta (progressivamente) ad ogni rinnovo del contratto a termine, qualora ci si trovi nella situazione in cui si siano superati 9 rinnovi

di Giovanni Della Porta - 07/01/2020

L’Inps,  interviene sulla modalità di esposizione della maggiorazione del contributo Naspi (1,4%) dello 0,5%, a carico azienda, dovuta (fatte salve le previste eccezioni) ad ogni rinnovo di contratto a tempo determinato, qualora si superino 9 rinnovi. Le istruzioni fornite dall’INPS hanno carattere transitorio, in quanto l’Istituto sta sviluppando una procedura più semplificata.

L’obbligo contributivo

Si ricorda che l’art. 3, c. 2, del D.L. n. 87/2018 (L. n. 96/2018) ha disposto un aumento dello 0,5% del contributo addizionale NASPI (1,4%). dovuto in occasione di ciascun rinnovo del contratto a termine, anche in somministrazione. L’Inps, con la circolare 6 settembre 2019, n. 121 (in Guida al Lavoro n. 37/2019) ha precisato che sono esclusi dal citato incremento contributivo i seguenti contratti a termine:

  • contratti a tempo determinato degli operai agricoli;
  • contratti di lavoro domestico;
  • contratti a termine stipulati dalla P.A.;
  • contratti a tempo determinato relativi alle assunzioni di lavoratori adibiti a svolgere attività di insegnamento, di ricerca scientifica e tecnologica, di trasferimento di know how e di supporto, di assistenza tecnica o coordinamento all’innovazione stipulati dalle: università (incluse le filiazioni di università straniere), istituti pubblici di ricerca, società pubbliche che promuovono la ricerca e l’innovazione, enti privati di ricerca. A tal proposito, l’Inps ricorda che l’esclusione vale solo per l’aumento in occasione dei rinnovi. Infatti, il contributo addizionale dell’1,40% resta dovuto;
  • contratti a termine in sostituzione di lavoratori assenti;
  • contratti a termine per lo svolgimento delle attività stagionali di cui al D.P.R. n. 1525/1963.

Riguardo ai contratti di lavoro stagionale, l’Inps ha precisato che per i periodi contributivi maturati dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015, non era dovuto neppure il contributo addizionale Naspi per le attività stagionali definite dai contratti collettivi stipulati prima del 31 dicembre 2011. Poiché tale esclusione non è stata prorogata, dal 1° gennaio 2016 l’esonero dal versamento del contributo addizionale trova applicazione solo per le attività stagionali rientranti, come sopra precisato, nell’elencazione di cui al D.P.R. 1525/1963, mentre risulta dovuta per quelle individuate dalla contrattazione collettiva. A tale proposto ci si aspetta un intervento legislativo che vada a sanare detta situazione, in quanto si ritiene non coerente con l’intento della norma.

L’Istituto non ha escluso dal citato obbligo i rinnovi dei contratti intermittenti a termine (contratti esclusi dal capo terzo, lavoro a tempo determinato, del D.Lgs. 81/2015) e i rinnovi dei contratti a termine con i dirigenti. In attesa che l’Istituto intervenga ha chiarire anche tale posizione, a nostro avviso, per detti contratti, risulta dovuto il contributo addizionale dell’1,4% (vedere anche Min. Lav. interpello 15/2013 riguardante gli intermittenti) ma non la maggiorazione dell’0,5% (così come segnalato anche dalla Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro). In ogni caso, per la conferma, occorrerà attendere l’intervento ufficiale da parte degli enti preposti.

Le modalità operative INPS

L’Inps, come già precisato dal Min. Lav. con circ. n. 17/2019 , ha confermato che l’incremento del contributo addizionale Naspi ha carattere di progressività (non si tiene conto dei rinnovi intervenuti prima del 14.7.2018). In pratica, si dovrà versare un contributo Naspi pare all’1,4%, mentre ogni volta che il contratto viene rinnovato si dovrà versare in aggiunta il contributo addizionale dello 0,5%, quindi: 1° contratto 1,4%; 2° contratto, 1° rinnovo: 1,90%; (1,4% + 0,5%); 3° contratto, 2° rinnovo 2,40% (1,4% + 0,5% + 0,5%); e così via). Con la citata circ. n. 121/2019, l’Inps ha fornito anche le modalità di esposizione in Uniemens della predetta maggiorazione, in particolare ha istituito i seguenti codici: M701, 1° rinnovo; M702, 2° rinnovo, e così via. A tale proposito, l’Inps, con il msg. in commento ha segnalato che la procedura è in grado, attualmente, di gestire il versamento contributivo corrispondente massimo a 9 rinnovi (maggiorazione massima 4,5% utilizzando il codice M709). Si è quindi reso necessario da parte dell’Inps dover fornire, temporaneamente (in attesa che venga sviluppata una soluzione espositiva semplificata), un sistema matematico cui le aziende interessate dovranno attenersi. In particolare, l’esposizione della maggiorazione dovrà essere effettuata, per chi ha superato o supererà i 9 rinnovi, utilizzando più volte (nella stessa denuncia) il codice M709 che singolarmente racchiude gruppi massimo di 9 rinnovi più i codici ordinari per esporre il numero di rinnovi inferiori a 9 (come resto). In pratica: (x) rinnovi diviso 9 uguale a tanti codici M709: il resto verrà esposto con il corrispondente codice (M701, M702 e così via fino al codice M708). Inoltre, l’INPS, precisa che il dato importo (contributo) dovrà essere riproporzionato e gli altri valori - <AltroImponibile>, <numGG> e <numOre> - ripetuti.

Esempi:

  • 10 rinnovi, nell’Uniemens si esporrà:
    1 volta il codice M709 (9 rinnovi = a 4,5%) e 1 volta il codice M701 (il resto di 1 rinnovo = 0,5%);
  • 20 rinnovi, nell’Uniemens si esporrà:
    2 volte il codice M709 (2 volte 9 rinnovi = ciascuno a 4,5%) e 1 volta il codice M702 (2 rinnovi = 1%);
  • 30 rinnovi, nell’Uniemens si esporrà:
    3 volte il codice M709 (3 volte 9 rinnovi = ciascuno a 4,5%) e 1 volta il codice M703 (3 rinnovi = 1,5%).

Inps Messaggio 8 novembre 2019, n. 4098

Oggetto: D.L. 12.7.2018, n. 87, conv., con mod., dalla legge 9.8.2018, n. 96, recante "Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese". Chiarimenti per la compilazione del flusso Uniemens

1. Premessa

Con la circ. n. 121/2019 sono state fornite le istruzioni operative relative alle modalità espositive dei lavoratori per i quali i datori di lavoro siano tenuti al versamento della maggiorazione del contributo addizionale NASpI. Con successivo msg. n. 3447/2019 è stato prorogato al mese di ottobre 2019 il termine di esposizione della maggiorazione del predetto contributo, relativa al periodo compreso tra il 14.7.2018 (data di entrata in vigore del D.L. n. 87/2018) ed agosto 2019. Tuttavia, sono pervenute molteplici richieste di chiarimento in ordine al pagamento della maggiorazione del contributo in argomento, nei casi di rapporti di lavoro a tempo determinato, anche in somministrazione, rinnovati per un numero di volte estremamente elevato e comunque superiore a 9. Con il presente messaggio si forniscono le modalità operative di compilazione del flusso Uniemens, volte al superamento della problematica sopra rappresentata, contemperando la necessità di consentire un corretto calcolo contributivo ed evitando il proliferare dei codici "M7NN", (dove NN indica il numero di rinnovo). Si rappresenta che tale modalità di esposizione ha carattere transitorio, in attesa degli sviluppi procedurali che consentiranno, per il futuro, la gestione dei rinnovi con un sistema più semplificato.

2. Modalità operative

Per l'esposizione dei lavoratori interessati, il datore di lavoro dovrà attenersi alle seguenti indicazioni. Premesso che i codici da M701 a M709 sono già operativi in procedura e posto che sia X il numero di rinnovi, dovrà essere applicata la seguente formula matematica:

X : 9 = y + r (resto)

Per cui deve essere esposto y-volte il codice M709 + il codice M70r (dove r è il resto)

Esempio: rinnovo 32

32 : 9 = 3 + 5 (resto)

Verrà esposto 3 volte M709 ed una volta M705

Il dato importo (contributo) dovrà essere riproporzionato e gli altri valori -AltroImponibile, numGG e numOre - ripetuti.

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