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INTERVISTA | Avv. Aldo Truncè , problematiche e ripresa delle attività giudiziarie. Parliamone con il Pres. della Camera Penale di Crotone

Problematiche e ripresa delle attività giudiziarie. Parliamone con il Pres. della Camera Penale di Crotone: L'intervista

Quali sono le problematiche dell’avvocatura nella fase di ripresa dell’attività giudiziaria ?

Le settimane scorse sono state caratterizzate da un acceso dibattito politico sul processo da remoto, che, nella legislazione d’emergenza è stato presentato da principio come modalità ordinaria di ripresa dell’attività giudiziaria. Le ragioni del “no” da parte dell’avvocatura, e in particolare da parte dell’Unione delle Camere Penali Italiane sono state ferme e decise ed hanno portato a dei risultati concreti, grazie anche alla sinergia delle Camere territoriali che hanno lavorato alacremente per poter divulgare con efficacia le ragioni del no, e, per organizzare la ripresa stilando protocollo d’intesa con gli Uffici giudiziari.

Quali sono questi risultati?
Il risultato è rappresentato dal nuovo intervento del decreto-legge n. 28/2020 che, in ossequio alla volontà del Parlamento e dando attuazione agli ordini del giorno approvati alla Camera dei Deputati, ha fortemente limitato la possibilità di ricorrere alla smaterializzazione dell’udienza. Qualche corrente della magistratura avrebbe preferito una generalizzazione estesa della modalità processuale da remoto, profittando dello stato emergenziale per assicurarsi un futuro processo smaterializzato, ma così non è stato e così non dovrà essere né per la fase di ripresa che ci attende, né per il futuro. Questo risultato non ci sarebbe stato senza l’alacre lavoro dell’Unione delle Camere Penali, la cui Giunta lavora oramai riunita in seduta permanente e quotidianamente illustra gli esiti dei lavori all’ordine del giorno. Anche le Camere territoriali, ed in particolare quelle della nostra regione lavorano in seduta comune, in modalità telematica, con risultati proficui. Siamo infatti approdati a delle intese concrete per rendere omogenee le modalità di ripresa nei distretti giudiziari in cui operiamo.

Ma esattamente cos’è il processo smaterializzato e cosa implica?
Il processo smaterializzato è quello celebrato senza la compresenza fisica dei protagonisti del processo: giudice, pubblico ministero, imputato, difensore dell’imputato, parte civile, cancelliere, testimoni, ausiliari tecnici, consulenti. Ciascuna di queste figure, nel processo smaterializzato, partecipa con un collegamento via internet, su una piattaforma (Microsoft Teams, ad esempio, o Skype), con le implicazioni che seguono in termini di immediatezza ed efficacia dell’instaurazione del contraddittorio, che risulta compromessa irrimediabilmente.

Prescrizione: cosa accade per la 'pausa' dei processi causati dal virus?
La sospensione del corso della prescrizione opera per tutti i processi che sono stati rinviati nella fascia temporale 9 marzo-11maggio. Per le udienze successive la prescrizione non è sospesa, per cui in caso di rinvio del processo per impossibilità di poterlo celebrare con le forme del collegamento da remoto o con l’udienza fisica, la prescrizione continuerà a fare il suo corso.

Come riprenderà l’attività giudiziaria nel circondario di Crotone ?
Abbiamo stilato un protocollo d’intesa con i capi degli Uffici Giudiziari che prevede una modalità di ripresa in linea con le proposte dell’Unione delle Camere Penali Italiane. Non ci sarà nessuna udienza da remoto, per nessuna tipologia di attività giudiziaria. Le attività istruttorie di tipo dibattimentale con audizione dei testimoni saranno consentite, con la presenza fisica di tutte le parti processuali e dei testi, esclusivamente per processi con misura cautelare in corso. Si tratta quindi di linee guida illuminate, perché magistratura ed avvocatura del circondario sono in sintonia nel rifiutare l’idea di una ripartenza con il processo a distanza, che non vogliamo utilizzare neppure in questa fase emergenziale. Questa fase durerà fino al 30 giugno 2020.

E dopo cosa succederà ?
Ancora troppo presto poter dire cosa succederà dopo il 30 giugno. E’ probabile che l’attuale regime venga procrastinato fino alla sospensione dei termini feriali prevista per il mese d’agosto. Ma è ancora difficile pronosticare cosa potrà accadere a settembre. Molto dipenderà dall’andamento dei contagi nei mesi estivi. Certamente continueremo ad utilizzare le regole di distanziamento sociale e le mascherine anche in aula, ma se si vorrà riprendere l’attività giudiziaria a 360 gradi, dobbiamo dimenticarci quelle aule piene di avvocati e testimoni a cui siamo stati da sempre abituati. Il lavoro in aula dovrà essere organizzato con largo anticipo, prevedendo una scansione precisa dei tempi processuali. Non sono più pensabili quelle lunghe attese in aula, aspettando che termini l’istruttoria del processo chiamato prima di quello che ci vede impegnati. Bisognerà ottimizzare i tempi, a vantaggio di tutte le parti processuali. Una cosa però è certa. Lo stato di agitazione dell’avvocatura penale italiana non si fermerà fino a quando il processo da remoto non sarà spazzato via, in un’unica soluzione, con il virus che ancora ci attanaglia.

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