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e book | Validità delle claims made: ultima pronuncia in tema di autonomia negoziale delle parti nella responsabilità civile e meritevolezza degli interessi perseguiti

La Cassazione ancora in tema di validità delle claims made: autonomia negoziale delle parti nella responsabilità civile e meritevolezza degli interessi perseguiti

Sommario: 1. Introduzione -2. Il caso esaminato dalla Suprema Corte -3. L'ordinanza di rimessione alle Sezioni Unite: Cass., Sezione III, 19 gennaio 2018, n. 1465 -4. Il contratto di assicurazione e l'autonomia privata delle parti: le clausole claims made -5. Cass., Sez. Un., 6 maggio 2016, n. 9140: la validità della clausola claims made va valutata dal giudice in concreto, alla luce della meritevolezza degli interessi con essa perseguiti dalle parti ex art. 1322 co 2 c.c. -6. 6. Cass., Sez. III, 28 aprile 2017, n. 10506: nullità della claims made che escluda dalla copertura gli eventi dannosi verificatisi durante il periodo dell’assicurazione, ma per cui sia stata formulata richiesta di risarcimento successivamente al suo spirare - 7. Riflessioni conclusive

di Renata Maddaluna

  1. Introduzione

Con ordinanza del 19 gennaio 2018 n. 1465 - Rel. Rossetti -, la Terza Sezione della Corte di Cassazione ha rimesso al Primo Presidente il ricorso affinché valuti l'opportunità di assegnarlo alle Sezioni Unite per stabilire se siano corretti i seguenti principi:

  • nell'assicurazione contro i danni non è consentito alle parti elevare al rango di "sinistri" fatti diversi da quelli previsti dall'art. 1882 c.c. ovvero, nell'assicurazione della responsabilità civile, dall'art. 1917, comma primo, c.c.;
  • nell'assicurazione della responsabilità civile deve ritenersi sempre e comunque immeritevole di tutela, ai sensi dell'art. 1322 c.c., la clausola la quale stabilisca che la spettanza, la misura ed i limiti dell'indennizzo siano determinati non già in base alle condizioni contrattuali vigenti al momento in cui l'assicurato ha causato il danno, bensì al momento in cui il terzo danneggiato ha chiesto all'assicurato di essere risarcito.
  1. Il caso esaminato dalla Suprema Corte

La questione esaminata dalla Suprema Corte aveva ad oggetto il risarcimento richiesto da un'azienda a seguito dei danni prodotti nel suo magazzino dalla rottura del braccio di una gru posizionata in un cantiere adiacente. La compagnia di assicurazione dell'azienda produttrice della gru riteneva di non dover pagare nulla in quanto la polizza stipulata nel 2003, anno della richiesta del risarcimento del danno, prevedeva una franchigia superiore al danno patito dal terzo danneggiato. Tale lettura è stata condivisa dalla Corte d'Appello.

In particolare, le società avevano stipulato due distinti contratti di assicurazione della responsabilità civile i quali contenevano una clausola, cosiddetta claims
made
, in virtù della quale l'assicuratore si era obbligato a tenere indenne l'assicurato non già per i danni da questi causati a terzi nel periodo di vigenza del contratto, ma per i danni il cui risarcimento fosse stato richiesto all'assicurato, per la prima volta, durante il periodo di efficacia della polizza.

Mentre il Tribunale di prime cure dichiarava nulla la clausola claims made contenuta nella polizza ai sensi dell'art. 1341 c.c., la Corte d'Appello stabiliva, invece, che detta clausola non rendesse nullo il contratto ai sensi dell'art. 1895 c.c. e che non fosse vessatoria, non producendo l'effetto di restringere la responsabilità dell'assicuratore, ma solo l'oggetto del contratto.

La sentenza d'appello è stata impugnata con ricorso per cassazione fondato su cinque motivi.

Nell'esaminare la questione, la Terza Sezione della Suprema Corte ha rimesso gli atti al Primo Presidente affinché valuti l'opportunità di rimettere l'esame del ricorso alle Sezioni Unite.

  1. L'ordinanza di rimessione alle Sezioni Unite: Cass., Sezione III, 19 gennaio 2018, n. 1465

Il problema posto all'attenzione delle Sezioni Unite concerne la necessità di stabilire se nell'assicurazione della responsabilità civile sia consentito alle parti convenire che per "sinistro" debba intendersi, sia ai fini del pagamento dell'indennizzo, sia a tutti gli altri fini contrattuali, non la produzione di un danno a terzi da parte dell'assicurato, ma eventi diversi, come la circostanza che il danneggiato abbia domandato il risarcimento all'assicurato-responsabile.

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