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Diritto Amministrativo | criteri di scelta dei commissari di gara: parere del consiglio di stato

Criteri di scelta dei commissari di gara: parere del consiglio di stato

di Carmela Giuffrida

Il 31.7.2017, con nota n. 0096375 l’ANAC ha presentato richiesta di parere al Consiglio di Stato, al fine di revisionare lo schema delle Linee Guida n. 5 sui “Criteri di scelta dei commissari di gara e di iscrizione degli esperti nell’Albo nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni aggiudicatrici”, adottate ai sensi degli artt. 77 e 78 del D.Lgs. n. 50/16, alla luce delle modifiche introdotte con il D.Lgs. n. 56/17. Nel parere sono state analizzate diverse questioni. La prima riguarda la nomina dei membri delle commissioni di gara.

In base all’art. 77, comma 3, del D.Lgs. n. 50/16 e come modificato dal D.Lgs. n. 56/17,  la stazione appaltante può nominare alcuni componenti interni alla stazione appaltante, nel rispetto del principio di rotazione, escluso il Presidente, anche in caso di lavori di importo inferiore a un milione di euro. Seguendo quanto già definito nel precedente parere, anche in questa sede la Commissione speciale precisa che, per poter partecipare alle commissioni di gara, gli esperti, anche se interni, devono necessariamente essere iscritti all’Albo, in omaggio ai principini di trasparenza dell’azione amministrativa.

Si ribadisce, inoltre, l’opportunità di articolare la composizione dell’Albo in modo da separare gli esperti “esterni” dagli esperti “interni” alle stazioni appaltanti, nonché di creare un’area dedicata agli esperti che operano in delicati e specifici settori, qual è quello, ad esempio, della sicurezza pubblica. Tale esigenza, secondo il Consiglio di Stato, è particolarmente sentita tenendo conto anche delle novità introdotte con il Decreto Correttivo. Infatti, l’art. 77, comma 4, riscritto dal D.Lgs. n. 56/17 espressamente prevede che “in caso di affidamento di contratti per i servizi e le forniture di elevato contenuto scientifico tecnologico o innovativo, effettuati nell’ambito di attività di ricerca e sviluppo, l’Anac, previa richiesta e confronto con la stazione appaltante sulla specificità dei profili, può selezionare i componenti delle commissioni giudicatrici anche tra gli esperti interni alla medesima stazione appaltante”.

Sempre con riferimento all’ipotesi di affidamento di contratti di elevato contenuto tecnologico o innovativo, la Commissione si sofferma sul punto D delle Linee Guida riferito alla richiesta motivata inviata dalla stazione appaltante all’Autorità per la scelta di componenti tra un numero ristretto di esperti anche interni alla stazione appaltante. In relazione a tale punto, la Commissione rileva la necessità di chiarire che i motivi, che la stazione appaltante deve indicare, possano essere, soltanto quelli afferenti alla specificità dei profili.

Altra questione oggetto di esame è quella relativa agli adempimenti della stazione appaltante e alla funzionalità delle commissioni giudicatrici, con riferimento specifico alla tariffa di iscrizione all’Albo e al compenso massimo per i commissari. In base alla norma, art. 77 comma 10 D.Lgs. n. 50/16, tali elementi devono essere stabili con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentito l’ANAC.

In sede di parere si sollecita l’adozione del decreto “in quanto la determinazione del compensocostituisce un elemento essenziale del conferimento dell’incarico, con la conseguenza che un ritardo nella predisposizione delle tabelle potrebbe impedire l’entrata in vigore dell’intera disciplina in esame”.

Quanto, invece, alla necessità di prevedere l’obbligo assicurativo, al pari di quanto avviene per i commissari esterni, a favore dei dipendenti interni selezionati come commissari della propria amministrazione, la Commissione ritiene di discostarsi dalla scelta dell’ANAC di non imporre tale obbligo. Sarebbe, infatti, opportuno che le stesse stazioni appaltanti si facciano carico dei costi derivanti dalle coperture assicurative dei propri dipendenti, al fine di evitare che  gli stessi possano subire le conseguenze negative, sul piano economico, per l’attività posta in essere per conto dell’amministrazione aggiudicatrice di appartenenza.

Infine, altro punto esaminato nel parere riguarda le cause di incompatibilità e ostative alla nomina dei componenti della commissione, ai sensi dell’art. 77, comma 9, per le quali la Commissione suggerisce di sostituire, nel par. 3.7. delle Linee Guida, le espressioni «oltre alla dichiarazione di incompatibilità e di impossibilità a svolgere l’incarico» con «oltre alla dichiarazione di assenza di cause ostative ai sensi dell’articolo 77 e di impedimento all’incarico».

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