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Il Microcredito: uno strumento per superare la crisi economica.

Nella società odierna dilaniata dalla crisi economico-finanziaria-sociale si assiste ad un crescente fenomeno di emarginazione dal mercato, dalla comunità, dai centri di potere, in cui nuovi strumenti di credito si affacciano sulla scena economica per dare un valido contributo alle aziende e famiglie in situazioni di disagio economico.
Tra gli strumenti di nuovo conio, si è fatto strada negli ultimi anni il cd. microcredito.
In un tale contesto, come quello attuale, uno dei più pregiati principi costituzionali a venir leso è quello dell’iniziativa economica privata sancito dall’art. 41 della Costituzione italiana.
L’art. 41 Cost. recita “L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.
I padri costituenti avevano ideato questo principio per permettere ad ogni individuo di essere libero nelle facoltà di scelta delle attività economiche da intraprendere.
Ad oggi l’individuo non è più libero di scegliere la strada economica più giusta per se ed anzi spesso deve fare i conti con i limiti e le condizioni poste dalle istituzioni. Ne deriva un’emarginazione tale da porre l’individuo stesso in una situazione di disagio esistenziale.
Il microcredito in tal senso si pone, come accennato, quale strumento volto a fronteggiare l’emarginazione sociale, ad arginare l’imperante crisi economica.
Peraltro, la crisi finanziaria e l’ampliarsi di fasce di povertà ha ulteriormente accentuato l’esigenza di sviluppo del microcredito.
L’origine di tale strumento risale alle iniziative popolari del tentines e alle associazioni di credito rotativo in Africa e in Asia e, in un contesto più vicino, i cd. Monti di Pietà del VI sec.
L’affermazione e la diffusione si deve alla nascita, invece, della Gromeen Bank nel 1976 in Bangladesh.
La Gromeen Bank è una solida realtà finanziaria caratterizzata dall’erogazione, senza vincoli di garanzia, di importi di basso ammontare a persone in difficoltà ed escluse dal credito tradizionale.
Il fondatore di questa importante esperienza è Muhammad Yunus.
In Europa, invece, il microcredito ha conosciuto un importante boom nel corso degli ultimi decenni, durante il quale si è sviluppato l’European Microfinance e una sensibilità specifica in merito alla tematica dell’inclusione finanziaria e sociale anche in seno alle istituzioni europee, nazionali e locali.
Il microcredito è uno strumento finanziario rivolto a chi non riesce ad accedere al credito tradizionale a causa di mancanza di garanzie reali oppure per insufficiente storico-creditizio.
In Italia la regolamentazione del microcredito è affidata innanzitutto ad un organismo di “autoregolamentazione“, a sua volta vigilato dalla Banca d’Italia secondo un modello introdotto da qualche anno nell’ordinamento italiano per i soggetti del comparto finanziario non portatori di rischi sistematici.
In Italia, difatti, veniva recepita la direttiva 2008/48 CE in materia di credito al consumo con il D.Lgs. n.141/2010, intendendo riformare l’intermediazione finanziaria e introdurre lo strumento di microcredito.
Pertanto, ad oggi l’art. 111 del t.u.b. costituisce la norma cardine della disciplina del microcredito e recita: “In deroga all’articolo 106, comma 1, i soggetti iscritti in un apposito elenco, possono concedere finanziamenti a persone fisiche o società di persone o società a responsabilità limitata semplificata di cui all’articolo 2463-bis codice civile o associazioni o società cooperative, per l’avvio o l’esercizio di attività di lavoro autonomo o di microimpresa, a condizione che i finanziamenti concessi abbiano le seguenti caratteristiche: a) siano di ammontare non superiore a euro 25.000,00 e non siano assistiti da garanzie reali; b) siano finalizzati all’avvio o allo sviluppo di iniziative imprenditoriali o all’inserimento nel mercato del lavoro; c) siano accompagnati dalla prestazione di servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio dei soggetti finanziati. L’iscrizione nell’elenco di cui al comma 1 è subordinata al ricorrere delle seguenti condizioni: a) forma di società per azioni, in accomandita per azioni, a responsabilità limitata e cooperativa; b) capitale versato di ammontare non inferiore a quello stabilito ai sensi del comma 5; c) requisiti di onorabilità dei soci di controllo o rilevanti, nonché di onorabilità e professionalità degli esponenti aziendali, ai sensi del comma 5; d) oggetto sociale limitato alle sole attività di cui al comma 1 nonché alle attività accessorie e strumentali; e) presentazione di un programma di attività. I soggetti di cui al comma 1 possono erogare in via non prevalente finanziamenti anche a favore di persone fisiche in condizioni di particolare vulnerabilità economica o sociale, purché i finanziamenti concessi siano di importo massimo di euro 10.000, non siano assistiti da garanzie reali, siano accompagnati dalla prestazione di servizi ausiliari di bilancio familiare, abbiano lo scopo di consentire l’inclusione sociale e finanziaria del beneficiario e siano prestati a condizioni più favorevoli di quelle prevalenti sul mercato. Nel caso di esercizio dell’attività di cui al comma 3, questa attività e quella di cui al comma 1 devono essere esercitate congiuntamente. In deroga all’articolo 106, comma 1, i soggetti giuridici senza fini di lucro, in possesso delle caratteristiche individuate ai sensi del comma 5 nonché dei requisiti previsti dal comma 2, lettera c), possono svolgere l’attività indicata al comma 3, a tassi adeguati a consentire il mero recupero delle spese sostenute dal creditore. Il Ministro dell’Economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia, emana disposizioni attuative del presente articolo, anche disciplinando: a) requisiti concernenti i beneficiari e le forme tecniche dei finanziamenti; b) limiti oggettivi, riferiti al volume delle attività, alle condizioni economiche applicate e all’ammontare massimo dei singoli finanziamenti, anche modificando i limiti stabiliti dal comma 1, lettera a) e dal comma 3; c) le caratteristiche dei soggetti che beneficiano della deroga prevista dal comma 4; d) le informazioni da fornire alla clientela. L’utilizzo del sostantivo microcredito è subordinato alla concessione di finanziamenti secondo le caratteristiche di cui ai commi 1 e 3”.
Pertanto, la prima vera novità di questo strumento è l’introduzione di un apposito elenco laddove sono iscritti i cd. operatori, ovvero, soggetti specializzati nella scelta delle attività da favorire e promuovere elargendo i finanziamento. In tale contesto, la Banca d’Italia svolte un meccanismo marginale di vigilanza e, peraltro, in un momento successivo.

Tutto ciò premesso, a cosa serve veramente il microcredito?
Serve ad erogare finanziamenti finalizzati all’avvio o allo sviluppo di un’attività di lavoro autonomo o di microimpresa, organizzata in forma individuale, di associazione, di società di persone, di società a responsabilità limitata semplificata o di società cooperativa, ovvero a promuovere l’inserimento di persone fisiche nel mercato del lavoro. Il fondo di garanzia offre non sostegno non finanziario nel vero senso della parola ma in termini di garanzie verso il finanziatore dell’impresa che richiede il finanziamento e il soggetto finanziatore: l’impresa richiedente così non ha un contributo in denaro ma un garante nella richiesta di finanziamento.Tale meccanismo genera un importante effetto leva finanziario, in quanto per ogni euro del Fondo si attivano circa 16 euro di finanziamenti per le PMI. Questo perché il finanziamento è in grado di agire da moltiplicatore delle risorse pubbliche, configurandosi come un efficace strumento di politica industriale che presenta un rapporto costi/benefici inferiore a qualsiasi altra agevolazione; è, inoltre, un fondo rotativo che per effetto del graduale rimborso dei finanziamenti è in grado di reimpiegare più volte le risorse assegnate.Il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 176 del 2014 ha provveduto, inoltre, ha definire gli aspetti essenziali della disciplina, le condizioni e i limiti di applicabilità della stessa. In primis il Decreto si è occupato dei soggetti beneficiari del fondo, i quali sono le piccole e medie imprese così come definite dalla normativa europea.Non possono accedere al fondo quelle imprese che superano i limiti dimensionali. Sono esclusi, pertanto, i finanziamenti ai lavoratori autonomi o imprese titolari di partita IVA da più cinque anni; lavoratori autonomi o imprese individuali con un numero di dipendenti superiore a 5 unità; società di persone, società a responsabilità limitata semplificata, società cooperative con un numero di dipendenti non soci superiore a 10 unità; imprese che al momento della richiesta presentino, anche disgiuntamente, requisiti dimensionali superiori a quelli previsti dall’art. 1, secondo e terzo comma, lettere a) e b) del r.d. 16 marzo 1942, n. 267, come aggiornati ai sensi del terzo comma della medesima disposizione ed un livello di indebitamento superiore ai 100.000,00 euro. Quindi, per accedere al microcredito bisogna avere la partita IVA da almeno 5 anni ed essere operativi; avere un massimo di 5 dipendenti se siete lavoratori autonomi o ditte mentre se avete società il numero massimo è dieci; l’attivo di stato patrimoniale deve essere inferiore a 300 mila euro da almeno tre esercizi annuali; ricavi delle vendite e delle prestazioni non superiore a 200 mila euro; debiti inferiori a 100 mila euro. Peraltro, l’importo massimo coperto da garanzia è l’80% dell’investimento.Con le dotazioni finanziare, va precisato che possono essere acquistati beni, materie prime o eventuali prestazioni di servizi strumentali all’attività svolta, compreso il pagamento del canone di affitto. Inoltre, le stesse dotazioni potrebbero essere utilizzate per remunerare nuovi dipendenti o soci lavoratori o anche pagare corsi di formazione professionale per il comparto aziendale. Ciò detto, i finanziamenti concessi non devono essere assistiti da garanzie reali e non possono eccedere il limite di 25 mila euro per ciascun beneficio. Il limite può essere aumentato di 10 mila euro, qualora il contratto di finanziamento preveda l’erogazione frazionata subordinando i versamenti successivi al verificarsi di alcune condizioni: al pagamento puntuale delle ultime sei rate pregresse; lo sviluppo del progetto finanziato, attestato dal raggiungimento di risultati intermedi stabiliti dal contratto e verificati dall’operatore di microcredito.
L’operatore di microcredito può concedere allo stesso soggetto un nuovo finanziamento per un ammontare, che sommato al debito residuo, non superi il limite di 25 mila euro o, nei casi previsti dal comma 1, di 35 mila euro.
Il rimborso dei finanziamenti è regolato sulla base di un piano con rate aventi cadenza al massimo trimestrale. La data di inizio del pagamento delle rate può essere però posposta per giustificate ragioni connesse con le caratteristiche del progetto finanziato.
La durata massima del finanziamento non può essere superiore a sette anni, ad eccezioni dei finanziamenti concessi per le finalità di cui all’art. 2, comma 1, lettera d), per i quali la durata è coerente con il piano di formazione finanziato e in ogni caso non superiore a 10 anni.Gli operatori di microcredito concludono direttamente i contratti di finanziamento. Per la promozione e il collocamento dei contratti di finanziamento, ove non curati direttamente, gli operatori di microcredito possono avvalersi esclusivamente dei soggetti indicati dall’art. 3, comma 2.Nel caso di finanziamento per 35 mila euro l’erogazione viene ripartita in sei rate.

La questione è: come si accedere al fondo?
Innanzitutto, è previsto un giorno standard nel quale si potrà presentare domanda per accedere alle garanzie del fondo da parte del soggetto finanziato e tale prenotazione sarà valida per i successivi 5 giorni lavorativi in attesa di richiedere la fattibilità del progetto all’operatore del microcredito che potrà essere una banca o un altro istituto finanziario iscritto all’art. 106 t.u.b.
Per accedere si ci dovrà attivare mediante apposita procedura on line sul sito del microcredito dove esiste l’elenco reperibile dei finanziatori. Al momento dell’iscrizione sarà attribuito un codice identificativo con una password e attraverso il portale richiedere accesso a determinati investimenti e che consiste in una sorta di prenotazione delle somme. La prenotazione vale per 5 giorni ed il soggetto finanziatore se valuta positivamente la richiesta la prende in carico e comunica l’esito positivo.
Nei successiva 60 giorni il soggetto finanziatore deve inviare parallelamente al Mediocredito Centrale la richiesta di garanzia.
Il termine di 60 giorni non è prorogabile e rappresenta il termine entro cui la procedura deve chiudersi a pena di decadenza dal beneficio.
Ciò stante, il microcredito oggi può costituire un valido strumento per sfidare la crisi, una nuova frontiera per le imprese e le famiglie che vivono il disagio economico-finanziario degli ultimi anni. Approfittatene, la sfida è aperta.

     

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