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Lavoro Domestico

SERVIZI COLLEGATI

Il lavoro domestico, è seguito con la stessa attenzione di qualsiasi lavoro subordinato. Al datore di lavoro offriamo qualità, totale trasparenza, affidabilità e serenità, ed assistenza a personale extracomunitario spesso impiegato come Colf o Badante. Il contratto nazionale di lavoro vigente prevede quattro distinte categorie per l’inquadramento dei lavoratori domestici, a seconda del livello di istruzione e del grado di professionalità richiesto:

1° categoria super: domestici dotati, oltre che di un diploma o di un attestato con valore legale, di una professionalità ben specifica;

1° categoria: dame di compagnia, capi cuoco, chef, infermieri diplomati, assistenti geriatrici e tutti quegli altri lavoratori che adempiono a mansioni di specifica ed elevata competenza professionale;

2° categoria: balie e bambinaie, autisti, guardarobiere, cameriere e prestatori di lavoro generico che abbiano maturato servizio necessario per transitare dalla terza alla seconda categoria (18 mesi di anzianità presso la stessa famiglia);

3° categoria: colf che svolgono lavori prettamente manuali o di fatica e che non hanno ancora maturato l’anzianità necessaria per il passaggio alla seconda categoria.

Generalmente le colf possono instaurare con il proprio datore di lavoro tre tipi di contratto a seconda dell’impegno richiesto:

Colf a servizio intero: la lavoratrice domestica abita presso il datore di lavoro, usufruendo, oltre che della retribuzione, del vitto e dell’alloggio;

Colf a mezzo servizio: la lavoratrice domestica che presta presso la stessa famiglia servizio per almeno 4 ore al giorno o per 24 ore settimanali, se il servizio non è uniforme in tutti i giorni della settimana;

Colf ad ore: la lavoratrice domestica che presta presso la stessa famiglia servizio solo per alcuni giorni della settimana, e con orario inferiore alle 24 ore settimanali.

LAVORO DOMESTICO

 

Il datore di lavoro

obblighi

Le prestazioni di lavoro domestico possono essere rese a favore dei seguenti datori di lavoro:

  1. persona singola;
  2. nucleo o gruppo familiare;
  3. comunità stabili, siano esse religiose o militari.

È oramai consolidato in giurisprudenza che, per poter parlare di gruppo familiare o comunità, deve riscontrarsi nella coabitazione dei membri l’assenza di uno scopo di lucro, l’osservanza di un principio di mutua assistenza e la presenza di una solidarietà affettuosa fra le persone aventi una comunanza di vitto e alloggio. In questo concetto di convivenza di tipo familiare non rientra, ad esempio, la ben diversa situazione del concomitante alloggiamento di più aggregati o nuclei di persone, estranei gli uni rispetto agli altri, ancorché facenti parte di uno stesso stabile o fabbricato (condominio). Nel rapporto di lavoro, il servizio può essere esteso anche al di fuori dell’ambito strettamente domestico, purché, come già anticipato, si svolga per soddisfare un bisogno del datore di lavoro.

Prospetto paga obbligatorio

dichiarazioni

L’art. 32 del CCNL, rubricato «Retribuzione e prospetto paga», indica gli elementi che com- pongono la retribuzione del lavoratore domestico:

  • retribuzione minima contrattuale di cui all’art. 33, comprensiva per i livelli D e DS di uno

specifico elemento denominata indennità di funzione;

  • eventuali scatti di anzianità di cui all’art. 35;
  • eventuale compenso sostitutivo di vitto e alloggio;
  • eventuale superminimo.

Il datore di lavoro, contestualmente alla corresponsione periodica della retribuzione, deve predisporre un prospetto paga in duplice copia, una per il lavoratore, firmata dal datore di lavoro, e l’altra per il datore di lavoro, firmata dal lavoratore. Il prospetto paga può essere predisposto in forma libera ma deve contenere gli elementi essenziali (riferimenti contrattuali, minimo retributivo, scatti di anzianità, superminimo, trat- tenute, altro).È uso solito corrispondere la retribuzione mensilmente, ma nulla vieta che possano essere pattuite scadenze diverse, ovvero a scadenza settimanale.Il datore di lavoro, a partire dal 2015, è tenuto a rilasciare una dichiarazione dalla quale ri- sulti l’ammontare complessivo delle somme erogate nell’anno. L’art. 32 del CCNL impone che il datore di lavoro, contestualmente alla corresponsione periodica della retribuzione, predisponga un prospetto paga in duplice copia:

  • una per il lavoratore, firmata dal datore di lavoro;
  • l’altra per il datore di lavoro, firmata dal lavoratore.

È bene conservare sempre il prospetto paga sottoscritto, poiché il documento, oltre ad avere la funzione di quietanza di pagamento, sarà utile per ricostruire il proprio rapporto lavorativo (anche in caso di vertenza di lavoro). Prima di redigere un prospetto paga, considerata la particolarità del lavoro domestico, po- trebbe essere utile, seppur non necessario, predisporre un foglio riepilogativo delle presenze del dipendente. Il modulo di riepilogo è un ottimo strumento in relazione alla chiarezza del rapporto di lavoro ed alla lettura della busta paga mensile.

Comunicazione obbligatoria

comunicazioni

La legge n. 2/2009 dispone una semplificazione generale relativa agli adempimenti che il datore di lavoro domestico ha nei confronti degli Enti. Come per tutti i lavori, è necessario comunicare l’inizio del rapporto di lavoro all’INPS. La comunicazione di assunzione del lavo- ratore domestico deve essere effettuata entro le ore 24 del giorno precedente, anche se festivo, a quello di instaurazione del rapporto di lavoro. Diversamente le comunicazioni relative alla trasformazione, proroga e cessazione, dovranno  essere comunicate all’INPS entro cinque giorni dall’evento (Circ. INPS n. 20/2009). Con la presentazione all’INPS della comunicazione di assunzione si intendono assolti tutti gli obblighi di legge. La pluriefficacia della comunicazione  è assicurata dall’INPS nei confronti dell’INAIL, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, della Prefettura e degli Uffici di competenza. Le comunicazioni all’INPS, che devono contenere i dati anagrafici e di residen- za del lavoratore e del datore di lavoro, saranno inviate attraverso uno dei canali predisposti dall’Ente:

  • apposita procedura internet che prevede i servizi telematici accessibili direttamente dal web con un PIN rilasciato dall’Istituto (www.inps.it);
  • numero verde INPS 803164;
  • intermediari dell’Istituto (Associazioni di datori di lavoro domestico, consulenti del lavoro,altri).

Qualora non venga effettuata la comunicazione all’INPS, il rapporto di lavoro si considera irregolare. Nel settore del lavoro domestico, in caso di omessa o ritardata presentazione della comunicazione obbligatoria, considerato che si è esenti dalla maxisanzione, sono previste san- zioni amministrative pari ad un minimo di euro 100,00 fino a un massimo di euro 500,00 per ogni lavoratore.

Certificazione annuale

certificazione-annuale

Il datore di lavoro è tenuto, ai sensi del Contratto nazionale del lavoro domestico, a rilasciare al lavoratore una dichiarazione dalla quale risulti l’ammontare complessivo delle somme erogate nel 2015, che questi potrà usare per la dichiarazione dei redditi 2016.

Dal gennaio 2015 il modello CUD introdotto nel 1998 è stato sostituito dalla Certificazione Unica, per tutti i lavoratori fatta eccezione per colf e badanti. Per questi lavoratori continua ad essere sufficiente la dichiarazione sostitutiva dei compensi fatta dal datore di lavoro senza dover utilizzare modulistica specifica.

Le scadenze da rispettare

La certificazione sostitutiva 2016 per colf, collaboratori domestici ed assistenti famigliari, redditi va consegnata dal datore di lavoro entro:

  • almeno 30 giorni prima della scadenza della dichiarazione dei redditi 2016, in concreto entro il 7 luglio se con modello 730 o 30 settembre se con il modello Unico
  • al termine del rapporto di lavoro per scadenza di contratto, licenziamento o dimissioni.

La certificazione sostitutiva deve contenere

  • Dati anagrafici e fiscale del datore di lavoro
  • Dati anagrafici e fiscali del lavoratore
  • Esatta durata del rapporto di lavoro (data inizio e fine) per il quale si sono erogate somme
  • Retribuzione lorda erogata (comprensiva di 13°, importo contributi previdenziali quota parte lavoratore)
  • Contributi INPS e Cassacolf trattenuti (quota parte lavoratore)
  • Retribuzioni erogate per straordinari e premi (per le quali è possibile usufruire di irpef ridotta)
  • TFR corrisposto (per cessazione o per richieste di anticipo)

Hai la dichiarazione sostitutiva della CU2016 e non sai cosa fare?

Il modello CU per te non è il modello predefinito dall’Agenzia delle Entrate ma è una semplice dichiarazione sostitutiva dei compensi, che il datore di lavoro deve rilasciarti almeno 30 giorni prima della scadenza della dichiarazione dei redditi o al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

Ti serve a certificare il reddito percepito e prodotto nel corso dell’anno 2015.

Al pari di tutti gli altri lavoratori, anche il lavoratore domestico – indipendentemente dalla sua nazionalità – ha l’obbligo di dichiarare i redditi conseguiti al fisco e di provvedere al pagamento delle tasse calcolate sul reddito lordo imponibile.

Non hai l’obbligo di presentare la dichiarazione solo se quanto hai guadagnato non supera la soglia limite di 8.000,00 euro.

La dichiarazione dei redditi

Il datore di lavoro domestico non è un sostituto d’imposta, quindi la tua busta paga mensile nel corso dell’anno non aveva applicata alcuna trattenuta Irpef. La dichiarazione dei redditi è lo strumento per determinate le tasse da te dovute, tenuto conto delle detrazioni e delle deduzioni, per carichi di famiglia, per tipologia di reddito, per spese sanitarie e/o scolastiche, ed in virtù del bonus Renzi.

Se non si presenta la dichiarazione dei redditi, avendone l’obbligo, Colf e Badanti, incorrono in un illecito amministrativo, sanzionato.