“Per un mancato raccordo fra la normativa fiscale e quella previdenziale, le aziende che hanno debiti previdenziali anche di modesta entità – potrebbero decidere di non aderire alla sanatoria. In quanto l’adesione alla rottamazione ad oggi blocca il rilascio alle imprese del Documento unico di regolarità contributiva (Durc) da parte dell’Inps e dell’Inail e rende impossibile partecipare agli appalti pubblici per la fornitura di beni e servizi” quindi , le  imprese che non hanno in essere una rateizzazione con Equitalia e richiedono la rottamazione, in attesa di ricevere il via libera per il nuovo piano di rateazione, si vedranno decadere il rinnovo del Durc“.

“Questo intreccio provocherà la paradossale situazione, per coloro che accederanno alla rottamazione dei ruoli, di risultare non in linea con i pagamenti presso il concessionario”. Così, “chi avrà urgenza di chiudere contratti con la pubblica amministrazione troverà la rateazione più conveniente in termini di tempo, nonostante questa soluzione si presenti come la più onerosa“. “L’Inps e l’Inail, in realtà, potrebbero aggiornare le loro procedure informatiche – continua il comunicato – per far equivalere l’accettazione dell’istanza di rottamazione da parte di Equitalia come un primo pagamento. In questo modo, si risparmierebbero almeno due mesi, poiché la risposta di Equitalia all’istanza  promossa dovrebbe  arrivare entro maggio“.Un’altra interessante questione ancora aperta è la definizione degli ‘interessi‘ che devono essere corrisposti, in caso di debito contributivo con Inps e Inail, assieme al capitale al fine di legittimare la rottamazione. Le sanzioni previdenziali, si ricorda, hanno natura di risarcimento civilistico, con distinzione a seconda se si tratti di omissione o evasione.