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Diritto del Lavoro | Straining e situazioni “stressogene” ultime sentenze a tutela del rapporto di lavoro.

LO STRAINING: l’esistenza del danno da straining e la sua idoneità ad essere risarcibile come violazione del dovere di sicurezza imputabile al datore di lavoro.

In un contesto occupazionale sempre più frenetico e critico possono emergere situazioni stressogene per cui in un’ottica volta a garantire al lavoratore che si trovi a vivere una situazione di disagio è necessario individuare gli strumenti più adeguati per la tutela della sua salute psicofisica. Dal momento che la suprema Corte ha confermato questa possibilità, sarà possibile ottenere il risarcimento danni in seguito al verificarsi di una qualsiasi situazione “stressogena” sul luogo di lavoro, a condizione che ve ne siano le prove.

a cura di Redazione

Straining: Cos’è?

Lo straining secondo il Tribunale Roma sez. lav., 10/01/2019, n.156 è costituito da condotte datoriali che ledono i diritti fondamentali del dipendente e consistono nell’adozione di condizioni lavorative “stressogene” e che per caratteristiche, gravità, frustrazione personale o professionale, altre circostanze del caso concreto possono determinare la sussistenza di un più tenute danno a fronte di condotte datoriali non sorrette da un intento persecutorio idoneo ad unificare gli episodi o comunque a configurare una condotta di “mobbing” . Dunque è una forma attenuata di “mobbing”, cui difetta la continuità delle azioni vessatorie, sicchè la prospettazione solo in appello di tale fenomeno, se nel ricorso di primo grado gli stessi fatti erano stati allegati e qualificati “mobbing”, non integra la violazione dell’art. 112 c.p.c., costituendo entrambi comportamenti datoriali ostili, atti ad incidere sul diritto alla salute.

La Sentenza Cassazione Civile, Sez. Lav., 29 marzo 2018, n. 7844

Il Tribunale di Livorno nel 2009 accoglieva il ricorso proposto da un lavoratore per vedersi inquadrare nella categoria dirigenziale a decorrere dal 2001, per il trattamento economico e per la regolarizzazione contributiva. Il Tribunale inoltre ritenne essersi verificato un evento lesivo per la salute del ricorrente, causato dai comportamenti della società resistente, quindi condannava la resistente al pagamento dei danni patrimoniali e non. Nel 2011 la Corte d’Appello di Firenze ha parzialmente riformato la pronuncia, diminuendo le somme dovute al lavoratore.Avverso tale sentenza è stato proposto ricorso dal datore di lavoro, contro cui si è opposto il lavoratore con controricorso proponendo anche ricorso incidentale.Questo ha dato la possibilità alla Corte di Cassazione Sez. Lavoro di ritornare sull’argomento dello Straining” con la sentenza del 29 marzo 2018 n. 7844, ribadendo i profili causali di questo tipo di danno.Il ricorrente deduceva, oltre ad insufficiente e/o contraddittoria motivazione circa la sussistenza dei danni, che le condotte pregiudizievoli poste in essere nei confronti del dipendente fossero state ritenute fondate dalla Corte territoriale in modo apodittico.L’argomentazione principale del ricorrente è fondata sulla scarsità delle prove effettivamente dimostrate. Infatti, il datore di lavoro ritiene che non possano configurare un illecito, sia perché il loro numero non è sufficiente, sia perché le azioni incriminate sono state distanziate nel tempo. Il datore sostiene che quindi non sia possibile parlare di mobbing, né applicare le relative sanzioni.La suprema Corte giunge a questa stessa conclusione.Le condotte non sono idonee a rientrare nei parametri del mobbing, ma sono state ugualmente tali da provocare nel dipendente “una modificazione in negativo, costante e permanente, della situazione lavorativa, atta a incidere sul diritto alla salute costituzionalmente tutelato”. È pertanto possibile configurarle come straining.Tali atti costituiscono, quindi, una violazione dell’obbligo di sicurezza e, di conseguenza, una violazione del diritto alla salute, i quali invece incarnano obblighi fondamentali in un rapporto di lavoro la cui violazione comporta il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale.Il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale configura in maniera indiscutibile la soluzione della controversia.

Download “Ordinanza 19 febbraio 2018, n. 3977” Ordinanza-22-novembre-2017-19-febbraio-2018-n.-3977.pdf – Scaricato 156 volte – 239 KB

Differenza tra Straining vs mobbing

Il danno da straining è più recente e onnicomprensivo di quello da mobbing. Nel caso in questione, la scarsità delle prove ha condotto i giudici a far rientrare l’illecito nella fattispecie dello straining.Quando si tratta di mancanza di tutela e lesioni alla “libera e piena esplicazione della propria personalità” è fondamentale guardare agli effetti che certi comportamenti provocano.

 

 

     

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