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Danno provocato dalla caduta del cornicione di un edificio, chi sarà il responsabile? “La rovina di edificio ai sensi dell’art. 2053 c.c.

Danno provocato dalla caduta del cornicione di un edificio, chi sarà il responsabile? “La rovina di edificio ai sensi dell’art. 2053 c.c.

Sommario: 1. Nozione; 2. Cause di esclusione della responsabilità; 3. Rapporto tra responsabilità ex art. 2053 c.c. e locazione; 4. Responsabilità della pubblica amministrazione.

a cura di Giuseppe Milioto

  1. Nozione e collocazione.

Ai sensi dell’art. 2053 c.c. il proprietario di un edificio o di altra costruzione è responsabile dei danni cagionati dalla loro rovina, salvo che provi che questa non è dovuta a difetto di manutenzione o a vizio di costruzione.

La presunzione di colpa, come chiaramente espresso dal suddetto articolo, ricorre, quando vi siano stati nell’immobile dei vizi di costruzione o, quando vi è stata la mancata riparazione dello stesso; alla base vi è il principio del neminem leadere, costituendo così, questa, una particolare ipotesi di danni da cose in custodia.

Dalla norma in esame emerge che, per rovina di un edificio deve intendersi qualunque disgregazione, anche limitata delle parti strutturali del medesimo, nonché degli elementi accessori che ad esso sono stabilmente incorporati.[1]

Dalla collocazione topografica dell’articolo in questione è possibile dire che, questo è situato all’interno del codice civile nel libro quarto – delle obbligazioni, al titolo IX – dei fatti illeciti.

  1. Cause di esclusione della responsabilità.

La responsabilità del proprietario tuttavia può essere oltrepassata allorché vi sia la prova che l’evento verificatosi non è collegato ad un vizio di costruzione o, ad un difetto di manutenzione, ma dall’intervento dalla forza maggiore o di ulteriori fatti, tali da avere un’autonomia causale rispetto al comportamento del proprietario dell’immobile.

Sebbene nell’articolo in esame non vi sia un’espressa menzione, esonera la responsabilità del proprietario la prova che sia intervenuto il caso fortuito; tale esimente può configurarsi tanto in negativo, ossia con l’assenza del difetto di costruzione o manutenzione, ovvero in positivo, come un evento imprevedibile ed inevitabile.

Oltretutto, nell’ipotesi in cui vi sia stata la colpa in concreto del danneggiato, che contribuiva a velocizzare la rovina della struttura, o parte della stessa, questa, configurerebbe l’ammissibilità del concorso con il proprietario.[2]

  1. Rapporto tra responsabilitàex 2053 c.c. e locazione.

Nell’ipotesi in cui l’immobile sia oggetto di locazione, l’obbligo di custodia e salvaguardia dei terzi non vengono meno in capo al proprietario, poiché, la temporanea locazione non incide sull’effettivo potere di controllo e di vigilanza sullo stesso, ai fini della conservazione della struttura.

È possibile dire quindi che, il proprietario dell’immobile oggetto di locazione ne conserva sempre la disponibilità giuridica, pertanto, la custodia circa gli elementi della struttura quali, cornicioni, mura, impianti ecc., non ricadendo sul potere ad intervenire del conduttore, questi è estraneo alla responsabilità, ricadendo così questa in capo all’effettivo proprietario.[3]

Tuttavia è bene dire che, con riferimento a quelle parti ritenute accessorie per le quali il conduttore gode della disponibilità, egli, si può attivare al fine di evitare di arrecare pregiudizio ad altri, incombendo eventualmente in capo a questi la responsabilità verso i terzi che subiscono una lesione.

Ad esonerale il conduttore anche in questo caso è il caso fortuito.

A tal proposito occorre ricordare che, la manutenzione ordinaria dell’immobile spetta al conduttore mentre, la manutenzione straordinaria spetta all’effettivo proprietario.

Alla luce delle pregresse osservazioni è necessario dover dire che, comunque, il proprietario dell’immobile locato conserverà sempre il più ampio potere di vigilanza sulla cosa, poiché la detenzione del conduttore non lo esclude dal dover controllare l’efficienza dello stesso.

  1. Responsabilità della pubblica amministrazione

Quando a creare danni, è una carenza strutturale relativa ad un’immobile che risulta essere destinato ad ente pubblico, appare responsabile l’organo posto al vertice, nell’ipotesi in cui abbia omesso però di attivarsi per porre rimedio in ragione dei suoi poteri di controllo autonomi.[4]

Obiettivo dunque dovrebbe essere la vigilanza sull’opera, il compiere eventuali interventi necessari, al fine di assicurarne la solidità della stessa e, ridurre ed eliminare ogni rischio potenziale per i terzi.

[1] Cfr. Cass. n. 1666/2005.

[2]Cass. n. 19975/05.

[3]Cass. n. 2422/04.

[4]Cass. n. 22585/13.

     

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