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Amministrazione del personale

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  Cosa significa amministrare il personale?

Secondo recenti ricerche, l’addetto all’amministrazione del personale è uno tra i profili più richiesti nel difficile mondo del lavoro, uno dei ruoli più importanti all’interno del mondo delle aziende è costituito dalla figura di colui il quale ha l’arduo compito di occuparsi di tale mansione. Oggi non si tratta più un semplice lavoro d’ufficio, ma di un ruolo altamente strategico che richiede un elevato livello di preparazione e di esperienza. Dimentichiamoci l’immagine grigia e opaca del burocrate sommerso dalle carte e dalle buste paga. L’amministratore del personale è oggi una figura moderna che si occupa della gestione delle assunzioni e la precedente fase delle selezioni, la questione dei contratti di lavoro, l’amministrazione delle ferie, dei permessi e delle maternità e di ancor più delicate questioni come infortuni e malattie.

Saper amministrare il personale: la nostra esperienza al tuo servizio

Ciò che però fa la differenza, distinguendo l’amministratore del personale da un semplice impiegato d’ufficio, è la professionalità di un esperienza trentennale in materia unita a doti umane e personali imprescindibili di ogni personalità dello studio in simbiosi con la capacità di trovare un giusto equilibrio tra empatia e rigore, il possesso di una buona dialettica, la predisposizione al lavoro di gruppo e sotto un carico di forte stress, oltre chiaramente al possesso di competenze costantemente aggiornate in materia di contrattualistica e diritto del lavoro. Tutte qualità che pongono lo studio della porta come un interfaccia preferenziale tra i piani alti dell’azienda e i dipendenti , in grando di risolvere ogni problema ed esigenza in breve tempo.

 

AMMINISTRAZIONE DEL PERSONALE

 

Contratto di lavoro

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Tutte le agevolazioni e le regole per assumere: il nostro obiettivo è il tuo risparmio.

Promuoviamo e ricerchiamo incentivi fiscali ed agevolazioni per l'assunzione dei dipendenti, forniamo guide e soluzioni sui contratti applicabili aggiornatialle ultime riforme e novità su rinnovi e licenziamenti. Analizziamo la normativa per evitare e prevenire le controversie e gestire al meglio il rapporto di lavoro. Il nostro centro studi è costantemente in aggiornamento per offrirti soluzioni rapide ai tuoiproblemi.

Assunzioni agevolate

images22La nostra priorità, quando assumi, è farti risparmiare.

Monitoriamo costantemente gli incentivi alle assunzioni e possiamo offrirti moltissime soluzioni per ridurre i costi del personale in fase di assunzione.

Numerosi gli incentivi previsti per professionisti e imprese che assumono nuovi lavoratori nel 2016: bonus per assunzione di disoccupati da oltre 6 mesi, apprendisti, donne o over 50, partecipanti alla Garanzia Giovani, giovani genitori, detenuti, disabili e così via. Ecco dunque una panoramica dei benefici fruibili da parte dei datori di lavoro che assumono nel corso dell’anno.

Legge di Stabilità 2016: guida al Bonus Assunzioni

L’incentivo più importante è il rinnovo per il 2016 dell’esenzione contributiva per le  assunzioni a tempo indeterminato o per le trasformazioni in tempo indeterminato. Prima di analizzare tutti li altri casi, però è doverosa premessa.

ESCLUSIONI: Non possono accedere ai bonus previsti per le assunzioni agevolate i datori di lavoro che assumano per via di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva o in violazione del diritto di precedenza, stabilito dalla legge o dal contratto collettivo. In caso di sospensioni dal lavoro in atto, connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale è possibile usufruire degli incentivi solo se i nuovi lavoratori sono inquadrati in un livello diverso rispetto ai lavoratori sospesi, o sono impiegati in diverse unità produttive. Esclusi dalle assunzioni agevolate anche i datori di lavoro con assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli dell’azienda che ha licenziato il dipendente nei 6 mesi precedenti, oppure in rapporti di collegamento o controllo. In alcuni casi è inoltre richiesto che l’assunzione comporti un reale incremento del numero di occupati in azienda.

> Esonero contributivo assunzioni: analisi e criticità

Bonus disoccupati

Apprendistato

Donne e Over 50

Garanzia Giovani

> Garanzia Giovani 2016: gli incentivi per chi assume

Cigs o in Mobilità

NASpI

Giovani genitori

> Assunzioni agevolate di genitori precari

Detenuti o internati

Disabili

Maternità

Costo del lavoro

costo

IL COSTO DEL LAVORO: QUADRO GENERALE E COMPONENTI

Il costo del lavoro si può definire come il costo complessivo che un datore di lavoro deve sostenere per remunerare l’attività lavorativa prestata dai propri lavoratori dipendenti.

Tale costo si compone principalmente della retribuzione erogata ai sensi dell’art. 36 della Costituzione in ragione del rapporto di lavoro, alla quale si vanno ad aggiungere i contributi previdenziali e assistenziali che il datore di lavoro è obbligato a versare agli enti preposti e altri oneri accessori.

La retribuzione può essere:

  • diretta (correlata all’effettiva prestazione del lavoratore);
  • indiretta (indipendente dalla prestazione: malattia, maternità, infortunio, ferie, festività, ecc.);
  • differita (maturata nel tempo ma erogata solo in determinati periodi/casi: mensilità aggiuntive, Tfr, ecc.).

La sua misura e le sue caratteristiche sono stabilite dai Ccnl (Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro), o da quelli territoriali o aziendali, ove vengono previsti i vari trattamenti economici e normativi dei singoli settori di attività suddivisi in base alla classificazione e all’inquadramento del personale dipendente.

I contributi previdenziali e assistenziali sono generalmente stabiliti in base al codice statistico contributivo (C.s.c.) assegnato in fase di iscrizione all’azienda dall’INPS, in ragione del settore di appartenenza e dell’attività svolta. Infatti per ogni settore di attività sono previste specifiche aliquote contributive INPS che il datore di lavoro dovrà applicare alle retribuzioni lorde erogate.

Sono inoltre previsti i contributi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, che generalmente devono essere calcolati e versati dal datore di lavoro all’Inail tramite la cosiddetta autoliquidazione. La misura di essi varia anche in questo caso per settore di appartenenza e attività specifica svolta dai dipendenti, che ne determina il rischio e il conseguente ammontare del premio assicurativo dovuto.

A quanto sopra si aggiungono una serie di oneri accessori che derivano in genere dall’applicazione di quanto previsto dai singoli contratti collettivi, come ad esempio i contributi agli enti bilaterali di settore, i fondi per l’assicurazione sanitaria dei dipendenti e familiari, e altri enti e casse eventualmente previsti nei casi specifici di attività o settori di inquadramento (quali casse edili e altri enti come Enpaia, Enpals, ecc.), e gli eventuali contributi di solidarietà.

Infine, un altro elemento che in taluni casi è opportuno considerare per la composizione e il calcolo del costo del lavoro complessivo è l’Irap (Imposta Regionale sulle Attività Produttive), che grava sulle aziende con un’aliquota pari al 3,90 per cento per il settore privato e che si applica, a seconda della tipologia di azienda, al valore della produzione complessivo meno le deduzioni eventualmente spettanti (valore della produzione netto).

Attenzione

Tra le novità introdotte per il 2016 si segnala, in merito, la possibilità di deduzione integrale dei costi del personale a tempo indeterminato ai fini del calcolo del valore della produzione netto.

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IL CALCOLO DEL TUO BUDGET DEL PERSONALE

Andiamo quindi ad analizzare la procedura per il calcolo del costo del lavoro che l’azienda deve sostenere per un lavoratore dipendente.

Innanzitutto occorre fare riferimento alla retribuzione lorda complessiva che viene erogata al lavoratore nel periodo considerato (in genere si procede su base oraria o mensile o su base annuale). La retribuzione lorda sarà desumibile da quanto stabilito dal Ccnl di riferimento per l’inquadramento del lavoratore in oggetto ovvero da quanto pattuito nel contratto di lavoro individuale sottoscritto dalle parti.

In pratica, si andrà a verificare l’ammontare totale delle retribuzioni, comprensive di quanto erogato a titolo di mensilità aggiuntive, ferie, permessi, festività, scatti di anzianità e altri elementi previsti: su base oraria o mensile avremo la retribuzione prevista dal Ccnl o contratto individuale sommata ai ratei di tredicesima (e quattordicesima se presente), ferie, permessi, festività, e ogni altro elemento previsto (ivi inclusi eventuali trattamenti per lavoro straordinario, festivo, notturno, ecc.); mentre su base annuale prenderemo in considerazione la cosiddetta retribuzione annua lorda (Ral), comprendente gli elementi di cui sopra sul complessivo annuo.

A tale importo, corrispondente alla retribuzione complessiva lorda, si dovranno aggiungere, calcolati su essa come imponibile, i contributi previdenziali Inps secondo le aliquote contributive del settore assegnate all’azienda.

Sulla stessa retribuzione imponibile lorda occorrerà calcolare i premi assicurativi Inail secondo quanto stabilito annualmente dall’istituto sulle basi di calcolo.

A ciò si aggiungeranno i costi relativi a eventuali versamenti a Enti bilaterali di settore, Fondi sanitari e altri oneri accessori, in base a quanto stabilito dalla disciplina inserita in ogni singolo Ccnl.

Occorre poi considerare, quale costo, anche l’importo del trattamento di fine rapporto (Tfr) maturato nel periodo, che si ottiene dividendo la retribuzione imponibile lorda per 13,5. Annualmente, la quota maturata di Tfr non destinato a fondo di previdenza verrà rivalutato in base a coefficienti Istat appositamente divulgati (e su tale rivalutazione applicata un’imposta sostitutiva): pertanto sarà opportuno considerare nel costo del lavoro anche tale rivalutazione del trattamento di fine rapporto eventualmente spettante.

Infine occorrerà fare una stima del costo eventualmente derivante dall’imposta Irap (attualmente il 3,90 per cento sul valore della produzione netto).

Riassumendo:

COSTO COMPLESSIVO = RAL + (RALxAC-INPS_azienda) + (RALxP-INAIL) + (RAL:13,5) + RIV + OA + IRAP

Dove:

  • Ral: è la Retribuzione Annua Lorda comprensiva di ratei per mensilità aggiuntive, festività (per le retribuzioni “mensilizzate” solo quelle cadenti di domenica o giorno di riposo), ferie non godute e permessi/r.o.l. non goduti, ecc.;
  • AC-Inps_azienda: è l’aliquota contributiva percentuale per il calcolo dell’ammontare dei contributi Inps a carico dell’azienda;
  • P-Inail: è il premio percentuale Inail per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;
  • Riv: è l’eventuale importo di rivalutazione del trattamento di fine rapporto maturato;
  • OA: sono gli eventuali Oneri Accessori quali Enti Bilaterali, Fondi Sanitari, buoni pasto, altri enti, ecc., per le rispettive quote a carico del datore di lavoro;
  • Irap: è l’eventuale quota di costo Irap calcolato sul dipendente.

Attenzione

Altri costi legati alla gestione del personale dipendente possono essere inclusi nel costo del lavoro in senso più ampio: spese per interventi in materia di sicurezza sul lavoro e valutazione rischi, ivi compresi corsi di formazione per i dipendenti; spese per la fornitura di materiale, dispositivi di protezione individuali e indumenti da lavoro; spese relative alla predisposizione delle buste paga, della gestione del Libro Unico del Lavoro e di tutti gli adempimenti previsti dalla disciplina inerenti l’amministrazione del personale.

UN ESEMPIO DI CALCOLO

Per effettuare un esempio di calcolo, ipotizziamo di dover calcolare il costo del lavoro di una lavoratrice a tempo pieno (40 ore settimanali) e indeterminato addetta alla vendita presso un negozio di abbigliamento, con l’applicazione del Ccnl del Terziario, Distribuzione e Servizi (Commercio).

Andiamo prima di tutto a quantificare la retribuzione lorda della dipendente basandoci sui dati del Ccnl suddetto, che al 4° livello (inquadramento corretto per addetti alle vendite) prevede un minimo di 1.563,75 euro mensili (paga base 1.037,46 + contingenza 524,22 + terzo elemento 2,07) per 14 mensilità; a tale minimo ipotizziamo di aggiungere uno scatto di anzianità maturato, pari per il CCNL suddetto a 20,66 euro, e un superminimo ad personam pari a 150 euro lorde mensili.

Il totale mensile sarà pertanto pari a 1.734,41 euro (corrispondente a una paga oraria lorda di 1.734,41 : 168 ore = 10,32 euro). 168 è il divisore orario mensile del Ccnl del Terziario finora più volte richiamato.

Attenzione

Alla retribuzione mensile o annuale vanno sommati gli importi relativi a retribuzioni aggiuntive (stimate, medie o effettive) per eventuale lavoro straordinario, festivo, notturno o altre maggiorazioni previste dal Ccnl di categoria.

Ipotizziamo quindi inoltre un importo annuale medio di 495,60 euro per maggiorazioni retributive (dovute, ad esempio, a lavoro straordinario o ad aperture straordinarie domenicali o festive).

Si otterrà pertanto:

  • retribuzione annuale lorda complessiva pari 1.734,41 euro x 14 mensilità = 24.281,74 euro;
  • retribuzione annua aggiuntiva per lavoro straordinario e festivo = 495,60 euro;
  • festività cadenti di domenica nell’anno = 137,60 euro (2 festività ipotizzate e retribuite ai sensi del Ccnl x 6,66 ore ciascuna, paga oraria 10,32 x 6,66 x 2 =137,60 euro);
  • permessi/r.o.l. maturati e non goduti = 330,24 euro (ipotizzate 32 ore annuali di permessi/r.o.l. non goduti);
  • ipotizziamo che l’intero ammontare delle ferie e i permessi eventualmente (maturati oltre a quelli sopra indicati) rimanenti siano stati interamente fruiti (e quindi retribuiti e già compresi nella retribuzione mensile).

Sommando le voci di cui sopra si avrà la Retribuzione Annua Lorda (RAL) che sarà pari a 24.281,74 + 495,60 + 137,60 + 330,24 = 25.245,18 euro.

Su tale importo andremo prima di tutto a calcolare i contributi previdenziali Inps a carico dell’azienda che ipotizziamo, nell’attività del commercio o terziario, aventi aliquota pari al 28,98 per cento.

Pertanto i Contributi Inps c/azienda saranno 25.245,18 x 28,98 per cento = 7.316,05 euro.

Allo stesso imponibile si può applicare, nel nostro caso, il tasso per il pagamento dei premi Inail: lo ipotizziamo (occorre verificare le basi di calcolo e le tariffe pubblicate dall’Inail) pari all’11 per mille.

Pertanto i contributi Inail saranno 25.245,18 x 11 : 1000 = 277,70 euro.

Dobbiamo adesso procedere a calcolare il Trattamento di Fine Rapporto: occorrerà prendere in considerazione la retribuzione annua lorda al netto delle ore di lavoro straordinario (che non concorrono in genere al calcolo dello stesso).

Pertanto il Tfr sarà pari a (25.245,18 - 495,60) :13,5 = 24.749,58: 13,5 = 1.833,30 euro.

 

Attenzione

Al calcolo del Tfr è necessario, qualora presente, aggiungere anche l’eventuale rivalutazione annua, in base ai coefficienti Istat, che per l’azienda risulta un costo aggiuntivo a quanto maturato.

Nel nostro calcolo ipotizziamo una rivalutazione del trattamento di fine rapporto già calcolata nell’anno pari a 263,20 euro (totale Tfr maturato x coefficiente Istat).

A questo punto dobbiamo aggiungere a quanto finora conteggiato gli eventuali altri oneri accessori previsti per legge o dal Ccnl.

Nel caso in esame possiamo ipotizzare di avere l’obbligo di versamento all’Ente Bilaterale del Terziario che andiamo a quantificare in un importo pari allo 0,10 per cento delle retribuzioni lorde, ma prendendo in considerazione solo gli elementi di paga base e contingenza: pertanto avremo un imponibile annuo di (1.037,46 + 524,22) x 14 mensilità = 1.561,68 euro x 14 = 21.863,52 al quale applicheremo l’aliquota dello 0,10 per cento a carico azienda ottenendo 21.863,52 x 0,10 per cento = 21,86 euro.

Dovremo poi, nel caso in ipotesi, considerare il Fondo Sanitario Est previsto per i dipendenti del settore Terziario, per il quale l’azienda è tenuta a un contributo mensile di 10 euro.

Pertanto gli Oneri Accessori ipotizzati saranno pari a 21,86 euro + (10 euro x 12) = 21,86 euro + 120,00 euro = 141,86 euro.

Infine, per calcolare l’imposta Irap ipotizziamo che il valore della produzione sia composto da retribuzione annua lorda + contributi previdenziali + trattamento di fine rapporto (senza altre deduzioni, se vi fossero andrebbero tolte dall’imponibile indicato di seguito): il totale imponibile sarà 25.245,18 + 7.316,05 + 1833,30 = 34.394,53 euro al quale applicheremo l’aliquota del 3,90 per cento.

Otterremo un’imposta Irap pari a 34.394,53 x 3,90 per cento = 1.341,39 euro.

Ne consegue che il calcolo del costo del lavoro annuale come sopra ipotizzato sarà il seguente:

Costo complessivo annuale = 25.245,18 + 7.316,05 + 277,70 + 1833,30 + 263,20 + 141,86 + 1.341,39 = 36.418,68 euro

 

Attenzione

Per il calcolo del costo del lavoro effettivo si può anche fare riferimento alle ore effettivamente lavorate nel periodo (generalmente annuale) da parte di un lavoratore per trovare il costo orario totale: si conteggeranno le ore di ferie, permessi, malattia e altre assenze e si andranno a verificare le ore effettivamente lavorate nel corso dell’anno per differenza: ad esempio, le ore teoricamente lavorabili nell’anno sarebbero per un tempo pieno con orario normale 40 ore x 52 settimane = 2.080 ore; a ciò si toglieranno le ore non lavorate per ferie, permessi, festività ed altre eventuali assenze; ipotizziamole in 240 ore. Avremo un totale ore effettivamente lavorate pari a 1.840. Trovato il costo annuale complessivo lo si dividerà per le ore effettivamente lavorate ottenendo il costo orario(nell’esempio sopra riportato il risultato sarebbe 36.418,68 : 1840 = 19,79 euro orarie).

Inoltre, se sono presenti statistiche del settore o aziendali, è possibile anche stimare le ore mediamente lavorate nell’anno considerando anche ipotesi di malattia, infortuni e altre assenze, procedendo quindi ad applicare al costo totale tali risultati medi per ottenere stime e calcoli previsionali più precisi.

Attenzione

È interessante osservare anche che il Ministero del Lavoro provvede periodicamente alla pubblicazione delle analisi economiche e del costo medio del lavoro per settori.